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Checklist del committente di una distribuzione di volantini

Chi commissiona una distribuzione decide il perimetro, paga e, in alcuni Comuni, risponde insieme all’agenzia del rispetto delle regole. Questa checklist raccoglie i controlli da fare prima di firmare, prima della partenza e a distribuzione conclusa. Spunti le voci già fatte: il riepilogo mostra quelle che mancano.

Chi commissiona una distribuzione di volantini deve fissare per iscritto zone, copie, esclusioni e formato del report prima di firmare, verificare regolamento e canone di ogni Comune prima della partenza, e confrontare il report con il perimetro a distribuzione conclusa. In alcuni Comuni, come Bologna, il committente risponde anche delle violazioni.

L’essenziale

  • L’elenco scritto delle zone è il riferimento con cui si confronta il report finale.
  • A Bologna il committente che omette di vigilare risponde in concorso delle violazioni.
  • La verifica a campione funziona solo se le vie le sceglie il committente.

Perimetro Per chi commissiona una distribuzione nelle sei province coperte. Il prezzo del preventivo resta fuori; si calcola con il Calcolatore budget volantinaggio.

Prima di firmare
Prima di partire
Durante e dopo

Perché il committente deve controllare?

Il volantino porta il nome del negozio o dell’impresa che lo commissiona, non quello dell’agenzia che lo distribuisce. Se le copie finiscono sui parabrezza o in una zona dove il regolamento non lo consente, la segnalazione arriva al nome stampato sul volantino. In più, la legge 689 del 1981, articolo 5, prevede che chi concorre in una violazione amministrativa sia soggetto alla sanzione, e alcuni regolamenti comunali chiamano espressamente in causa il committente.

Il controllo serve anche al budget. Una distribuzione pagata e non eseguita non lascia tracce evidenti: il volantino non arriva e nessuno se ne lamenta. Solo un perimetro scritto prima e una verifica dopo permettono di accorgersene.

Quali voci contano di più?

L’elenco scritto delle zone e delle esclusioni viene prima di tutto: senza di esso, il report finale non ha nulla con cui essere confrontato. Seguono le regole comunali, perché cambiano da un Comune all’altro anche nella stessa provincia. A Bologna il regolamento di polizia urbana ammette la distribuzione solo con determinate modalità; un Comune vicino può non trattare il tema. Infine la verifica a campione, che è il controllo più economico: qualche via scelta dal committente, qualche cassetta controllata nei giorni indicati.

Cosa fare con questo risultato?

  1. Completi le voci della fase «Prima di firmare» prima di accettare il preventivo: dopo la firma diventano più difficili da ottenere.
  2. Stampi la checklist e la alleghi al contratto, così che l’agenzia sappia in anticipo cosa verrà controllato.
  3. Dopo la distribuzione, confronti il report con il perimetro e annoti le differenze prima di saldare la fattura.

Cosa la checklist non copre

La checklist non verifica al posto Suo il regolamento di un Comune e non indica se una modalità di distribuzione è consentita: per questo servono il testo vigente e, nel dubbio, la Polizia Locale. Non valuta il prezzo del preventivo, che si calcola con il Calcolatore budget volantinaggio. Per i metodi di controllo dell’esecuzione, la guida di riferimento è Controllo distribuzione volantini; per le regole, Regole e canone.

Domande frequenti del committente

Il committente risponde se l’agenzia viola il regolamento comunale?

Può succedere. La legge 689 del 1981, articolo 5, prevede che quando più persone concorrono in una violazione amministrativa ciascuna sia soggetta alla sanzione. Alcuni regolamenti lo dicono in modo esplicito: il Regolamento di polizia urbana di Bologna, articolo 11, commi 6 e 7, chiede a chi commissiona la distribuzione di vigilare sul rispetto delle regole (riferimento rilevato il 26 ottobre 2026). Per il caso concreto l’interlocutore è la Polizia Locale del Comune.

Bisogna comunicare la distribuzione al Comune?

Dipende dal regolamento del singolo Comune: alcuni chiedono di comunicare il responsabile della distribuzione, altri non prevedono nulla. La regola di un Comune non vale per i Comuni vicini, e va letta nel testo vigente pubblicato sul sito istituzionale.

Il tracciamento GPS basta a dimostrare la consegna?

No. Un punto GPS indica dove si trovava un dispositivo in un certo momento, non che un volantino sia entrato in ogni cassetta. Letto insieme al report e a una verifica a campione, è un elemento utile; da solo non è una prova.

La checklist salva le mie risposte?

No. Le voci spuntate passano solo nell’indirizzo della pagina, per mostrare il riepilogo. Nessun dato viene registrato sul server.

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